{"id":639,"date":"2012-06-16T06:43:43","date_gmt":"2012-06-16T06:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mobast.org\/attivisti\/?p=639"},"modified":"2012-06-17T10:18:55","modified_gmt":"2012-06-17T10:18:55","slug":"incidenti-stradali-napoli-e-la-citta-piu-sicura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mobast.it\/?p=639","title":{"rendered":"Incidenti stradali: Napoli \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 sicura"},"content":{"rendered":"<p><strong>La vulgata comune sostiene che Napoli \u00e8 il regno degli incidenti stradali. Le cose non stanno cos\u00ec. Se si analizzano le statistiche Aci Istat sugli incidenti stradali si scopre che Napoli \u00e8 addirittura uno dei grandi centri urbani pi\u00f9 sicuri. Al contrario Verona \u00e8 quella dove si muore di pi\u00f9 e Milano e Genova sono quelle con il maggior numero di incidenti e feriti &#8211; da BiciSnob.wordpress.com dell&#8217;11.06.2012<\/strong><\/p>\n<p>marted\u00ec 12 giugno 2012 11:51<\/p>\n<p>La vulgata comune sostiene che <strong>Napoli<\/strong> \u00e8 il regno degli <strong>incidenti stradali<\/strong>. Anzi, pi\u00f9 che una diceria, quella della pericolosit\u00e0 del traffico partenopeo dovrebbe essere un\u2019evidenza matematica, dal momento che le assicurazioni vendono a carissimo prezzo le polizze auto nel capoluogo campano. <strong>Le cose non stanno cos\u00ec<\/strong>. Se si analizzano le statistiche Aci Istat sugli incidenti stradali si scopre che Napoli \u00e8 addirittura uno dei <strong>grandi centri urbani pi\u00f9 sicuri<\/strong>. Al contrario <strong>Verona \u00e8 quella dove si muore di pi\u00f9 e Milano e Genova sono quelle con il maggior numero di incidenti e feriti<\/strong>.<\/p>\n<p>Rapportando il numero di sinistri alla popolazione si scopre infatti che <strong>a Napoli ci sono 260 incidenti stradali ogni 100mila abitanti. Tra i Comuni con pi\u00f9 di 200mila abitanti \u00e8 il valore pi\u00f9 basso, identico a quello di Venezia<\/strong> che per\u00f2 com\u2019\u00e8 noto ha una grande porzione di territorio interdetta alle auto (pubblico in calce la tabella Aci-Istat che mi ha permesso di ricavare sia queste cifre che quelle successive).<\/p>\n<p><strong>A Milano gli incidenti (910) sono tre volte e mezza di pi\u00f9 rispetto a Napoli<\/strong>, a Genova circa il triplo (815). E, come detto, il rapporto sinistri\/popolazione \u00e8 pi\u00f9 alto in tutte le altre grandi aree urbane: a Firenze ci sono 700 incidenti\/100mila abitanti, a Bari 680, a Roma 670, a Verona 600, a Bologna 570, a Catania 530, a Messina 480, a Trieste 440, a Palermo 370 e a Torino 360.<\/p>\n<p>Anche <strong>la mortalit\u00e0<\/strong>, raffrontata a quella di altri capoluoghi, \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 bassa. <strong>Verona \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 pericolosa (con 10,2 vittime della strada ogni 100mila abitanti<\/strong>), seguita da Catania (7,8), Bologna (7,4), Roma e Messina (6,6), Palermo (5,9), Trieste e Genova (5,3), Milano (4,4), Firenze (4,3) e Venezia 4,0. <strong>Solo tre Comuni hanno un rapporto mortalit\u00e0 stradale\/popolazione inferiore a quattro decessi ogni 100mila abitanti: Torino (3,2 morti\/100mila ab), Bari (3,1) e Napoli (3,6)<\/strong>.<\/p>\n<p>Conferma quanto detto finora anche la statistica relativa ai <strong>feriti<\/strong>. Tre citt\u00e0 superano in un anno il valore di mille persone infortunate ogni 100mila abitanti. Sono Milano (1230), Genova (1016) e Bari (1015). In questa graduatoria negativa si trovano poi Roma (886 feriti\/100mila abitanti), Firenze (868), Verona (789), Bologna (748), Catania (739), Messina (686), Torino (624), Palermo (525), Trieste (514). <strong>Ancora una volta tra le citt\u00e0 pi\u00f9 sicure troviamo Napoli e Venezia, la prima con 373 feriti ogni 100mila abitanti e la seconda con 363.<\/strong><\/p>\n<p>Non mi interessa capire come mai, a torto, a Napoli sia stata affibbiata l\u2019etichetta di citt\u00e0 pi\u00f9 pericolosa, mentre mi piacerebbe molto riuscire a capire come mai \u00e8, relativamente, una delle pi\u00f9 sicure. Posso solo azzardare delle ipotesi. Che a Napoli ci sia una esagerata anarchia nella circolazione stradale non lo dice nessuna statistica, ma l\u2019esperienza quotidiana di chi ci vive cos\u00ec come l\u2019osservazione diretta di chi, come me, ogni tanto ci passa per lavoro. Nel capoluogo partenopeo non importa se c\u2019\u00e8 il semaforo verde, se ci sono le strisce pedonali, se ti trovi su una strada a senso unico\u2026 All\u2019incrocio sai che qualcuno pu\u00f2 passare col rosso, che le zebre non le rispetta nessuno e che puoi frequentemente imbatterti in veicoli che procedono contromano. Risultato? Una maggiore attenzione alla guida e uno spontaneo abbassamento della velocit\u00e0 media dei veicoli che, pi\u00f9 che altrove, devono spesso far fronte a situazioni completamente inaspettate. In altre parole l\u2019assenza di regole riduce la possibilit\u00e0 di distrarsi, impone andature pi\u00f9 moderate, riduce incidenti, morti e feriti.<\/p>\n<p>Esperimenti del genere, d\u2019altronde, sono stati realizzati in diverse cittadine europee. A Drachten, ad esempio, un centro della Frisia olandese di 15mila abitanti, hanno tolto semafori e segnali stradali dal 2003 lasciando che il traffico fosse autoregolamentato dal senso di responsabilit\u00e0 degli utenti della strada. Nel giro di breve tempo in questo comune gli incidenti stradali sono diminuiti del 60-70 per cento.<\/p>\n<p>Sia chiaro: non voglio sostenere che l\u2019anarchia napoletana vada presa come esempio. Tutt\u2019altro. Penso per\u00f2 che si debbano promuovere, facendo rispettare le regole, quegli elementi che forse determinano il minor numero di incidenti, morti e feriti a Napoli e Venezia: la moderazione della velocit\u00e0 in tutto il centro urbano nel primo caso e l\u2019interdizione al traffico motorizzato in una vasta area della citt\u00e0 nel secondo.<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vulgata comune sostiene che Napoli \u00e8 il regno degli incidenti stradali. Le cose non stanno cos\u00ec. 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