{"id":2110,"date":"2018-03-27T01:10:06","date_gmt":"2018-03-26T23:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mobast.org\/attivisti\/?p=2110"},"modified":"2018-03-27T01:10:06","modified_gmt":"2018-03-26T23:10:06","slug":"rcauto-incidenti-stradali-il-crac-annunciato-del-fondo-per-le-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mobast.it\/?p=2110","title":{"rendered":"#RCAuto. Incidenti stradali, il crac annunciato del fondo per le vittime"},"content":{"rendered":"<div class=\"ls-articolo\">\n<div class=\"ls-articoloCatenaccio\">Perdite per 150 milioni l\u2019anno e azzeramento del patrimonio nel 2019, il calo dei prezzi delle\u200a \u200apolizze ha svuotato la cassaforte. Assoutenti: \u00abNon scaricate i costi sui cittadini\u00bb In Italia il 12% dei veicoli non \u00e8 assicurato. Chi viene investito \u00e8 costretto a fare causa e aspettare 15 anni per essere liquidato. La Campania manda in default il meccanismo<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ls-colonna1\">\n<div class=\"ls-articoloWrapperImmagine\">\n<p>Dal 1971 esiste il Fondo nazionale vittime della strada: tutela chi \u00e8 vittima di un incidente provocato da un pirata della strada o da un mezzo non assicurato.<\/p>\n<p>Da 47 anni tutela chi \u00e8 vittima di pirati della strada o chi ha incidenti con veicoli non assicurati, ma la storia del Fondo nazionale vittime della strada \u00e8 molto vicina al capolinea: un rosso strutturale di circa 150 milioni l\u2019anno, l\u2019azzeramento del patrimonio nel 2019 e un inabissamento progressivo, in assenza di profonde correzioni di rotta, che proietta lo squilibrio a -800 milioni nel 2026. Un default annunciato, messo nero su bianco da Consap, la concessionaria servizi assicurativi pubblici, spa controllata dal ministero delle Finanze cui fa capo il fondo di garanzia. Un allarme passato sotto silenzio e, fino a oggi, rimasto inascoltato.<\/p>\n<h3><span class=\"nero\">Le radici della crisi<\/span><\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"ls-articoloTesto\">\n<p>Le ragioni della crisi, si legge nel rapporto, sono nella sostanza tre. La prima \u00e8 la diminuzione complessiva delle entrate: il Fondo, che ogni anno eroga tra i 300 e i 400 milioni di euro in risarcimenti, \u00e8 alimentato quasi del tutto con un prelievo dai premi pagati da chi stipula una Rc auto; da anni le assicurazioni sono pi\u00f9 a buon mercato e uno degli effetti \u00e8 che la quota prelevata tra il 2012 e il 2015 \u00e8 crollata del 20%: trattenere il 2,5% non basta pi\u00f9.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 l\u2019aumento degli evasori. Si stima che circa il 12% dei veicoli in Italia circoli senza assicurazione, quota che raggiunge picchi spaventosi nel Mezzogiorno, dove, secondo le elaborazioni della Motorizzazione, in alcuni comuni si tocca il 50%. Questo causa un doppio danno: meno entrate per il Fondo e una raffica di incidenti in pi\u00f9 da risarcire.<\/p>\n<p>A questo si somma un terzo fattore: l\u2019aumento delle frodi. La questione viene affrontata in un capitolo a parte della relazione, dal titolo \u201cIl caso Campania\u201d, regione in cui finisce il 41% dei quasi 200 milioni di euro pagati dal Fondo (dato 2015), e in cui si concentrano il 65% dei casi considerati a rischio frode. Non solo: il 47,6% di tutte le denunce viene presentato in Campania, che al contrario pesa per il 7,7% sul mercato assicurativo \u201cordinario\u201d. Una sproporzione che, pur in misura pi\u00f9 contenuta, \u00e8 presente anche in Calabria, Puglia e Sicilia. Ancora, il 57% delle spese legali a carico del Fondo \u00e8 risucchiato dallo stesso territorio per cause perse. Sommando tutte le voci, la Campania pesa sull\u2019indice dei costi del Fondo (combined ratio) per il 55%.<\/p>\n<p>Tutti fatti che concorrono al deficit e che vanno incrociati con almeno altre due circostanze: il numero di incidenti trattati \u00e8 rimasto costante e sono quasi azzerate le sanzioni alle compagnie irrogate dall\u2019Ivass, l\u2019Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che contribuivano, pur in piccola parte, alle entrate del Fondo.<\/p>\n<h3>Aumenti in vista<\/h3>\n<p>La cura principale, per i tecnici di Consap, \u00e8 una medicina amara per gli utenti della strada: alzare il prelievo a carico degli assicurati e portarlo al 4%, il massimo consentito sulla carta. Secondo le proiezioni, i bilanci non tornerebbero in pari, ma la paralisi verrebbe quantomeno rimandata: \u00abPossiamo far finta di non vedere il problema, ma non ci sono molte altre strade\u00bb, dice una fonte che ha lavorato al rapporto. La misura varrebbe circa 210 milioni l\u2019anno di maggiore introiti ed \u00e8 vista come imprescindibile. Accanto a questa, Consap ha messo a punto una strategia per incidere sui meccanismi di funzionamento interni.<\/p>\n<p>Tuttavia i tempi di questa operazione non sono immediati: fino ai tre anni per realizzarli e cinque per apprezzarne gli effetti. E, soprattutto, questi ritocchi hanno, secondo le stime, un impatto economico relativo rispetto alla montagna di rosso da scalare. \u00abTutte le iniziative rimesse alla nostra attivit\u00e0 di impresa &#8211; sottolineano i vertici di Consap &#8211; sono state avviate o sono in corso di implementazione. Ma non basteranno senza modificare l\u2019aliquota\u00bb. Per la Concessionaria il ritocco del prelievo peserebbe tra i 4 e 5 euro per la grande maggioranza degli assicurati italiani: in dettaglio, la media sarebbe di 4,34 euro al Nord, 5,11 al Centro e 5,03 al Sud. Questa ipotesi, per\u00f2, ha incontrato un\u2019opposizione durissima da parte delle associazioni dei consumatori.<\/p>\n<h3><span class=\"nero\">Il no dei consumatori<\/span><\/h3>\n<p>\u00abCome al solito si cerca di scaricare le inefficienze sugli utenti, vacche da mungere che pagano per tutti\u00bb, attacca Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti, che punta il dito anche contro l\u2019approccio delle compagnie. Sono, infatti, le imprese tradizionali, individuate con gara &#8211; l\u2019Italia \u00e8 suddivisa in sei macro-zone &#8211; che fanno da prima linea per il Fondo. Con tempistiche e livelli di efficienza che in genere sono molto diversi da quelli del mercato tradizionale. Assai simile il punto di vista di Alberto Pallotti, presidente di Aifvs, l\u2019associazione nazionale vittime della strada, uno dei promotori della legge sull\u2019omicidio stradale: \u00abIl fondo non ha soldi, non funziona e costringe le famiglie a rivolgersi ai tribunali. A questo punto \u00e8 meglio abolirlo\u00bb. E il governo? Dopo qualche mese di melina e un fitto scambio di carteggi tra Consap e ministero dello Sviluppo economico terminato a fine 2017, l\u2019esecutivo ha deciso di non decidere. E, viste anche le imminenti elezioni, ha messo in naftalina la questione e confermato, anche per il 2018, l\u2019aliquota del 2,5%.<\/p>\n<h3><span class=\"nero\">La storia<\/span><\/h3>\n<p>Il 13 giugno del 2003 Andrea C. ha 39 anni. \u00c8 un grande amante dello sport, adora la montagna. \u00c8 un tecnico, di mestiere monta e ripara impianti di aerazione e, quel giorno, \u00e8 a bordo del suo motorino per le strade di Genova. \u00c8 appena partito quando viene affiancato da un furgone, che lo urta e lo spinge contro la pensilina della fermata di un autobus. Lo schianto \u00e8 molto violento. Le conseguenze dell\u2019incidente cambieranno la vita del motociclista per sempre, rendendolo invalido al 77%. Il responsabile, invece, scappa. Al dramma che gli sconvolge l\u2019esistenza e la salute se ne aggiunge presto un altro: le cure sono costosissime e lui non pu\u00f2 pi\u00f9 lavorare. L\u2019unica buona notizia arriva dall\u2019Inail: il suo viene classificato come un incidente di lavoro e l\u2019ente gli riconosce una pensione. Tuttavia quando prova a rivolgersi al Fondo vittime della strada, che dovrebbe tutelare vittime come lui, riceve una seconda doccia fredda. L\u2019offerta \u00e8 sotto alle aspettative, si trova di fronte alla prospettiva di un lungo contenzioso e non rimane altro da fare che armarsi di pazienza. \u00abLa cosa che mi ha dato pi\u00f9 fastidio &#8211; dice il giorno in cui varca la soglia dell\u2019ufficio del suo legale &#8211; \u00e8 stata essere trattato come un truffatore: dopo tutto quello che ho passato credevano mi fossi inventato tutto\u00bb. Di pazienza, Andrea C., ne ha avuta tanta. La sentenza di primo grado arriva all\u2019inizio del 2018, quindici anni dopo, quando il tribunale gli riconosce un danno da quasi un milione di euro.<\/p>\n<h3><span class=\"nero\">In lista di attesa <\/span><\/h3>\n<p>La sua non \u00e8 un\u2019eccezione. Le vittime di pirateria stradale si trovano spesso ad affrontare un calvario che li porta direttamente da un letto d\u2019ospedale a un\u2019aula giudiziaria, tra tempi di attesa lunghissimi e vicoli ciechi della burocrazia. Le vittime, o i loro familiari, spesso sono costrette a fare causa al Fondo, col risultato che i contenziosi allungano tempi e costi, oltre ad accrescere il livello di solitudine delle famiglie che si trovano a fronteggiare simili drammi. Perch\u00e9 accade? Una delle spiegazioni \u00e8 l\u2019alto rischio frode, ma non \u00e8 l\u2019unica.<\/p>\n<p>\u00abIl paradosso &#8211; spiega Lorenzo Betti, avvocato civilista che ha assistito Andrea C. &#8211; \u00e8 che in questo dramma il mio cliente \u00e8 stato pi\u00f9 fortunato di tanti altri. Il fatto di essere rimasto vittima di un incidente mentre stava lavorando ha consentito di ottenere una prima fetta di risarcimento dall\u2019Inail. Ma nella stragrande maggioranza dei casi non accade. Si pu\u00f2 solo provare a immaginare cosa comporti, anche in termini di costi, un incidente simile per una persona che ha 40 anni ed \u00e8 costretta a smettere di lavorare\u00bb. Nello specifico, il Fondo ha preferito affrontare una lunga causa legale invece di trovare un accordo con la famiglia. Anche se, come ha stabilito il giudice Vincenzo Basoli, non c\u2019era ragione di dubitare delle prove portate. All\u2019incidente aveva assistito un testimone e la denuncia venne presentata senza un ritardo significativo: \u00abCi provano sempre &#8211; scuote la testa Pallotti &#8211; hanno problemi di bilancio e allora preferiscono farsi fare causa per non pagare\u00bb. Una posizione condivisa anche da Truzzi: \u00abLe spese legali pesano in modo sostanziale sul bilancio. Invece di rifarsi sui consumatori, bisognerebbe rivedere queste strategie. Transare in molti casi conviene di pi\u00f9 rispetto ai costi di un processo perso. Dall\u2019altro lato bisognerebbe adottare strumenti veri per dare la caccia agli evasori\u00bb.<\/p>\n<h3><span class=\"nero\">\u00abNazionalizzare il Fondo\u00bb<\/span><\/h3>\n<p>Ogni anno in Italia circa 250 mila persone vengono coinvolte in incidenti stradali, i morti sono stati 3.283 nel 2016. Una parte di questi incidenti \u00e8 causata da pirati della strada: hanno provocato 1.428 feriti e 115 morti, met\u00e0 dei quali erano pedoni. \u00abCi ostiniamo a fare finta di non vedere questa strage &#8211; continua Pallotti &#8211; \u00e8 la maggiore causa di morte\u00bb.<\/p>\n<p>Il suo ruolo gli ha ritagliato una certa notoriet\u00e0 e vari partiti, spiega, lo hanno corteggiato: \u00abHo ricevuto offerte dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle. A tutti ho risposto la stessa cosa: non mi interessa sedere in Parlamento a fare la marionetta. O c\u2019\u00e8 un interesse vero a combattere i poteri forti, oppure fate pure senza di me. Io una proposta ce l\u2019ho: nazionalizziamo il comparto Rc Auto e anche il Fondo vittime della strada. Lo Stato incamererebbe 10-12 miliardi di utili e si farebbe garante della copertura del fondo\u00bb. \u00c8 una via percorribile? Non entrerebbe in contrasto con le leggi sul settore e con l\u2019Unione Europea? \u00abEsiste Inail, che risarcisce gli incidenti sul lavoro, non vedo perch\u00e9 non si possa applicare la stessa logica anche ai sinistri stradali. Abbiamo chiesto alcuni pareri, secondo i nostri legali si pu\u00f2 fare. Nessuno oggi ha per\u00f2 il coraggio di toccare quegli interessi\u00bb.<\/p>\n<p>fonte<a href=\"https:\/\/t.co\/WCjERJ7OyG\"> La Stampa<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perdite per 150 milioni l\u2019anno e azzeramento del patrimonio nel 2019, il calo dei prezzi delle\u200a \u200apolizze ha svuotato la cassaforte. Assoutenti: \u00abNon scaricate i costi sui cittadini\u00bb In Italia il 12% dei veicoli non \u00e8 assicurato. Chi viene investito <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.mobast.it\/?p=2110\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">  #RCAuto. 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